LE BASI BIOLOGICHE DELLA MALATTIA DI ALZHEIMER.
La malattia di Alzheimer è una patologia degenerativa del sistema nervoso che danneggia progressivamente tutte le funzioni psico-fisiche. Le aree cerebrali che vengono colpite per prime dalla malattia,
e che in seguito alla morte delle cellule nervose (neuroni) subiscono una sorta di raggrinzimento,
sono quelle che coordinano le funzioni cognitive (memoria, linguaggio, sviluppo logico del pensiero)
e quelle comportamentali.
Il cervello dei pazienti con malattia di Alzheimer contiene delle strutture anomale, le placche beta-amiloidi
e i grovigli neuro fibrillanti. Le placche sono costituite da depositi densi di una proteina (beta-amiloide)
che si accumula attorno ai neuroni, mentre i grovigli si formano all’interno delle cellule nervose a causa
della modificazione di un’altra proteina (proteina tau).
Placche e grovigli danneggiano gravemente le cellule nervose.
Nei pazienti con malattia di Alzheimer vi è uno squilibrio di neurotrasmettitori, sostanze chimiche che, rilasciate dal neurone presinaptico e captate dei recettori del neurone postsinaptico, permettono la trasmissione nervosa: alcuni risultano gravemente carenti, come l’acetilcolina, altri sono in eccesso, come glutammato. Deficit e accumuli compromettono le funzioni cognitive e comportamentali del paziente. Ad esempio la continua attivazione dei recettori da parte del glutammato fa aumentare il “rumore di fondo” e diminuire quindi la capacità di distinguere il segnale, oltre ad esaurire il neurone fino a farlo degenerare.
L’evoluzione della malattia di Alzheimer: 3 livelli di gravità
Le persone con malattia di Alzheimer non presentano tutte gli stessi sintomi, nel medesimo ordine
e con la stessa intensità. Tuttavia esiste, un modello generale di progressione della patologia
che ha permesso di classificarla, in base ai sintomi, in 3 stadi: lieve, moderato e severo.
Il decorso della malattia è in genere lento e i pazienti possono vivere 8-10 anni dopo la diagnosi.
Grado lieve
Grado moderato
Grado severo
Dott. Antonio Frascaro
Psichiatra
L’ALZHEIMER IN PRATICA…
L’Alzheimer è una patologia neurodegenerativa progressiva, caratterizzata a livello istologico da due strutture: placche amiloidi e ammassi neuro fibrillari.
Questa patologia è caratterizzata:
Dalla fase iniziale il paziente presenta: perdite di memoria, sensazione di smarrimento, difficoltà nel riconoscere i familiari, problemi nella lettura, nella scrittura, nello scrivere e nel lavorare con i numeri.
Nella fase finale il paziente non è autosufficiente, presenta difficoltà nella memoria, rimane bloccato a letto.
Il paziente è soprattutto colui che necessita di aiuto, poiché all’improvviso si trova di fronte ad una situazione che gli appare “catastrofica”.
Ci sono una serie di reazioni che il paziente mette in atto di fronte alla malattia:
Esse sono:
Negazione
Rabbia
Rifiuto del trattamento
Confusione
Insonnia
La famiglia invece si presenta come un mezzo di servizio di assistenza domiciliare per le persone anziane, anche quando ad avere assistenza è il soggetto demente.
Anche in questo caso vengono messe in atto delle reazioni di fronte alla malattia. Esse sono:
Negazione
Iperattivismo
Rabbia
Senso di colpa
Depressione, angoscia, imbarazzo
Dott. Deborah Putignano
Educatrice professionale
deboh86@hotmail.it